Hai vinto fuori. E dentro non senti niente. | Alessandro Labadini
Per imprenditori e professionisti che hanno già costruito tutto

Se hai i numeri, la casa, lo status e le opzioni, e nessuno sa come stai davvero

Hai vinto fuori.
E dentro non senti niente.

Non sei ingrato e non sei rotto. Quello che senti ha una causa precisa. In questo video ti spiego qual è, perché tutto quello che hai provato finora l'ha peggiorata, e qual è la via seria per uscirne.

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Alza il volume. Sono undici minuti e sono quelli che contano.

Fai il test adesso4 minuti, 12 domande, risposta immediata

Nessun costo. Nessun venditore che ti richiama sette volte.


Il vuoto ha degli orari precisi. Dimmi tu se sbaglio.

Le quattro del mattino

Ti svegli e la testa parte. Non su un problema vero: su tutto e su niente. E resti lì, accanto a una persona che dorme e a cui non sai come dirlo.

La domenica sera

Il weekend finisce e invece del dispiacere senti quasi sollievo, perché almeno domani sai cosa fare. E ti chiedi da quanto tempo il lavoro è diventato il posto dove ti nascondi.

Il giorno del traguardo

Quello grande, quello per cui hai lavorato anni. Firmi, festeggi, ricevi i complimenti. E la sera stessa, tornando a casa, ti sorprende una domanda a cui non eri preparato: tutto qui?

La mattina, davanti allo specchio

Quella faccia è la tua, ma più stanca. E una voce piccola dice: non può essere solo questo.

E poi c'è la solitudine doppia: non solo lo senti, non puoi nemmeno dirlo. Perché "hai tutto". Perché la gente ucciderebbe per i tuoi problemi. Che diritto avresti di lamentarti?

Così lo tieni dentro. E sorridi.

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Un imprenditore su tre si sente cronicamente solo. Quasi la metà ha pensato di mollare tutto. Non per i numeri: per il peso. Rilevazioni Censis

Perché ogni traguardo ti lascia più vuoto di prima

In una vita intera hai imparato una sola strategia, la stessa che ti ha fatto vincere: quando senti un disagio, lo riempi. Un obiettivo nuovo. Un'acquisizione. Più lavoro. Più grande.

Con l'azienda funziona. Con il vuoto no. Anzi: più riempi, più il vuoto torna, e ogni giro della ruota è più veloce del precedente.

L'inganno del riempimento

Ti hanno insegnato che quando qualcosa manca, la risposta è aggiungere. Così hai aggiunto per trent'anni, e ti ritrovi con il fuori pieno e il dentro svuotato.

Non è colpa tua: hai applicato bene la strategia sbagliata. Ed è per questo che l'ennesimo traguardo non ti risolverà. Stai cercando fuori la risposta a una domanda che viene da dentro.

La verità che nessuno dice a un imprenditore

L'esterno è il riflesso dell'interno. Sempre. Anche in azienda: le decisioni confuse, la delega che non parte, i rapporti che si logorano, sono il fuori che rispecchia il dentro.

In Occidente, quando senti il vuoto, ti dicono di riempirlo. Alessandro sa come va a finire: la gente lo riempie nei modi sbagliati e si rovina la vita. C'è un'altra via, e l'ha imparata dove la insegnano da tremila anni.

Il vuoto non va riempito.
Va attraversato.

E quando lo attraversi, cosa succede

Non diventi un'altra persona. Torni quella che eri prima di perderti nel ruolo.

  • Ricominci a sentire il gusto delle cose, le persone, il lavoro stesso.
  • Le decisioni si fanno più semplici, non perché i problemi spariscono, ma perché sai di nuovo da dove decidi.
  • Quella voce delle quattro del mattino si spegne, perché non ha più niente da rinfacciarti.
  • E chi ti sta accanto se ne accorge prima ancora di te, dagli occhi.

E no, non devi mollare tutto, vendere l'azienda e andare in India. Alessandro ci è andato, e ti dice che non serve: il lavoro si fa qui, dentro la tua vita di adesso.


Chi ti sta parlando

Alessandro Labadini

Sessantatré anni. Venti da imprenditore, quindici a studiare l'altra parte. Non è un coach che ha letto dei libri sull'imprenditoria: è un imprenditore che a un certo punto si è fermato.

  • 20 anni da imprenditore, con una exit veraNon dormire per la marginalità, il break even, i costi nascosti, le persone da pagare a fine mese. Quando parla con te parte dai tuoi numeri, perché quel linguaggio è casa sua.
  • 5 anni accanto a Eckhart TolleE un lungo periodo di vita insieme a Joe Dispenza, dagli inizi in Veneto fino a Cancun. Con percorsi in India e in Tibet, per studiare quello che conta quando i soldi non bastano più.
  • Autore di "Abbraccio Interiore"Il potere di vivere quello che sei. Non un manuale di tecniche: il racconto di come si attraversa il vuoto invece di riempirlo.
  • Ogni settimana nel carcere di SolliccianoTiene lavori di gruppo nel posto con più tensione che conosca. Se un metodo regge lì dentro, regge anche nella tua azienda.

"A cinquant'anni avevo un'azienda che fatturava, una famiglia, tutto quello che si suppone uno debba volere. E una sera sono rimasto seduto alla scrivania, al buio, per quaranta minuti. Avevo vinto, e non sentivo niente."

Alessandro Labadini


Cosa NON troverai qui

  • Non è motivazione. Nessuno ti carica per una settimana per poi lasciarti tornare esattamente dov'eri.
  • Non è new age. Nessuna promessa magica, nessun linguaggio esoterico. L'interiorità si tratta con la stessa serietà con cui tratti un bilancio.
  • Non è una macchina di vendita. Nessun upsell infinito, nessun venditore che ti richiama sette volte.

Il patto: se Alessandro non sente di poterti aiutare, te lo dice lui e finisce lì. Non vuole i tuoi soldi. Vuole lavorare con persone che può davvero accompagnare.

A questo punto hai due strade

Prima strada

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Ti rimetti sulla ruota e riempi: il prossimo obiettivo, il prossimo trimestre. Tre mesi di spinta, e il vuoto che torna un po' più largo. Tra un anno sei qui, con un anno in meno.

Seconda strada

Ti fermi dieci minuti

La chiamano crisi di mezza età. Alessandro la chiama la prima volta che ti chiedi cosa vuoi davvero tu. Non è un crollo: è una porta. Chi la attraversa cambia la seconda metà della vita.

Il tempo non fa sconti a nessuno. Le cene con gli occhi spenti, le domeniche col sollievo sbagliato, i racconti dei figli sentiti a metà: quelli non tornano indietro. Nessuna exit li ricompra.


Domande che arrivano spesso

Non ho tempo per queste cose.

È esattamente la frase che dice la ruota quando gira. Il test sono quattro minuti. La conversazione, se arriverà, è una sola e riservata. Nessun percorso lungo prima di aver capito se ha senso.

Devo mollare l'azienda o andare in India?

No. Alessandro ci è andato e ti dice che non serve. Il lavoro si fa dentro la tua vita di adesso, sulla tua azienda e sulla tua famiglia, non lontano da loro.

È psicoterapia?

No. Non è terapia, non è motivazione e non è new age. È un percorso individuale con una persona che ha fatto il tuo stesso mestiere per vent'anni e poi ne ha passati quindici a studiare l'altra parte.

Cosa succede dopo il test?

Ricevi subito la tua fotografia: a che punto sei e dove il riempimento ti sta costando di più. Se dalla fotografia emerge che Alessandro può aiutarti, potrai prenotare una conversazione riservata, uno a uno, con lui. Se non emerge, te lo diciamo e finisce lì.

È riservato?

Sì. Non ci sono aule da cento persone, non ci sono cori motivazionali e non c'è nessuno che verrà a sapere che hai fatto questo test.

Il primo passo è un test, non una chiamata

Domande serie su come stai fuori, dentro e nel profondo. Richiede qualche minuto vero: le risposte di fretta non fotografano niente.

Fai il test adesso4 minuti, 12 domande, risultato immediato

Se cerchi la carica del lunedì mattina o formule magiche, non fa per te.

P.S. La ruota può aspettare dieci minuti. Tu, forse, no. Ogni anno che passa il vuoto non si riduce: si allarga, e diventa più difficile da guardare.

P.P.S. Se dopo il test risulta che non è il tuo momento, te lo diciamo. È l'unico modo per lavorare con persone che si possono davvero accompagnare.